I nostri progetti

Progetto Spaventelli

Hai mai provato ad avere così paura da non riuscire a respirare?
Alcuni cani si, e questo progetto nasce dalla nostra volontà di aiutarli VERAMENTE.
Loro non capiscono la nostra lingua, quindi è FONDAMENTALE che noi impariamo a parlare utilizzando il loro stesso linguaggio.

Cani che per esperienza o privazione non hanno più fiducia in loro stessi e nel prossimo. Cani dal passato triste e oscuro, che hanno sofferto la solitudine, l’abbandono. Cani sequestrati per maltrattamenti fisici o psicologici.

Ridurre le paure di ogni spaventello, fargli conoscere ciò che lo circonda (ambiente, animali, persone) e renderlo sufficientemente indipendente e fiducioso da poter trovare una nuova famiglia.

Creiamo dei programmi di lavoro specifici per ogni cane, con il supporto di un’educatrice cinofila e di un istruttore comportamentalista.

Progetto Noha

Tutto nasce dalla notizia di un canile di Lecce che ospitava più di 230 cani in box freddi, con assi di legno o bancali mezzi mangiati come cucce. Un luogo dove nessun animale dovrebbe mai essere rinchiuso, un luogo dal quale i cani non potevano essere adottati, poichè tale canile non apre al pubblico. Una prigione di tristezza e sofferenza, dove i cani non hanno la possibilità di uscire dal box per sgranchirsi e muoiono dimenticati da tutti. A 200 cani erano state recise le corde vocali perchè non fosse disturbata la quiete pubblica. E’ bastato vedere alcune foto dei reclusi in tale struttura per decidere che, in un modo o nell’altro, avremo dovuto salvare tutti quei cani. Una prigione che ora non è più idonea a ritirare altri cani dal territorio.

Recuperare i cani prigionieri del lager. Ospitarli nel nostro rifugio ed aiutarli a superare tutti i traumi che la permanenza nel lager gli ha causato. Fargli conoscere il mondo esterno e la presenza umana. Con la speranza di trovare loro una famiglia che li ami e li accolga e li aiuti nel loro percorso di recupero.

Abbiamo contribuito alla chiusura del canile lager e grazie alle adozioni a distanza, negli anni, abbiamo portato nel nostro rifugio 70 cani provenienti da Noha. Con ognuno di loro abbiamo svolto un lavoro mirato e con pazienza e dedizione siamo riusciti a trovare una famiglia per quasi tutti loro. Rimango solo 5 reduci, 5 nonnini speciali, nostri ospiti in rifugio, che aspettano ancora la loro casa.

Ogni giorno lavoriamo con i nostri nonnini per aiutarli a superare le loro fobie: li portiamo in passeggiata, trascorriamo tempo con loro in box, gli facciamo conoscere le coccole e lasciamo che giorno dopo giorno si avvicinino di più a noi. Il tutto svolto con il supporto di un’educatrice e di un comportamentalista.